La transizione verso la mobilità elettrica in Italia è un tema sempre più centrale nel dibattito sul futuro dell’auto. Un nodo cruciale per la diffusione dei veicoli elettrici è l’infrastruttura di ricarica: quante colonnine ci sono, quanti sono i punti di ricarica veloci e come si colloca l’Italia rispetto agli altri paesi europei e al resto del mondo?
Secondo gli ultimi dati, l’Italia non è affatto impreparata: la rete di ricarica sta crescendo con forza, mostrando numeri e mix di potenza che la rendono competitiva anche in confronto con alcuni mercati più evoluti.
Rete di ricarica in crescita: numeri in Italia
Al 31 marzo 2025, in Italia risultano installati circa 65.992 punti di ricarica pubblici, di cui oltre 55.000 attivi e un restante 16% in attesa di collegamento funzionale.
Un’altra stima indica che, alla fine del 2024, ci fossero oltre 58.000 punti di ricarica pubblici in oltre 19.000 location distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Questi numeri rappresentano una crescita significativa rispetto agli anni passati: solo nel biennio precedente l’infrastruttura italiana è aumentata di oltre il 27-28% e di quasi il 75% rispetto al 2021.
Confronto con gli altri paesi europei
Dal punto di vista europeo, i confronti mostrano una situazione articolata:
🔹 In termini di punti di ricarica ogni 100 auto elettriche, l’Italia si posiziona tra le prime in Europa, con circa 19 punti di ricarica pubblici ogni 100 veicoli BEV, superando Paesi come Francia (14), Germania (7) e Regno Unito (6). Anche per le colonnine ad alta potenza (DC), il nostro Paese risulta secondo solo alla Spagna in questa specifica graduatoria.
🔹 Tuttavia, se si considera la densità di colonnine per km di strada, l’Italia ha circa 13,2 punti ogni 100 km, inferiore alla media europea di 19,5, posizionandosi più indietro tra i grandi stati dell’UE.
Questo dualismo evidenzia come l’Italia stia investendo con efficacia sulla qualità e sulla distribuzione delle infrastrutture, ma debba continuare a potenziare la densità complessiva della rete.
Analisi dell’utilizzo: quante auto per colonnina
L’analisi della relazione tra auto elettriche e colonnine mostra che in Italia c’è circa un veicolo elettrico ogni 10 punti di ricarica, valore che mette il nostro Paese in una posizione migliore di mercati come Germania e Regno Unito, dove la media è rispettivamente 1 punto di ricarica ogni 19 e 26 auto elettriche.
Questa metrica riflette un equilibrio tra domanda e offerta dell’infrastruttura in relazione alla diffusione dei veicoli, suggerendo che l’Italia, nonostante una penetrazione delle EV inferiore alla media, sta costruendo una rete di ricarica sufficientemente strutturata.
Il ruolo delle colonnine veloci e ultraveloci
Un altro elemento di forza è la quota di colonnine ad alta potenza (veloci o ultraveloci). In Italia circa 26% degli impianti pubblici possono erogare potenze superiori ai 22 kW, una percentuale tra le più alte in Europa: migliore di quella di Paesi Bassi (3%), Germania (25%), Francia (21%) e Regno Unito (20%), e seconda solo alla Spagna (31%).
Questo significa che non solo l’Italia ha tante colonnine, ma anche che una quota rilevante è idonea per ricariche rapide, fondamentali per lunghi viaggi o per l’uso su autostrade.
Distribuzione geografica della rete
La diffusione delle colonnine in Italia è omogenea, coprendo quasi tutto il territorio nazionale: circa il 94% del Paese ha almeno un punto di ricarica entro 10 km dalla propria posizione.
Le regioni con la maggiore concentrazione di infrastruttura sono Lombardia (oltre 12.900 punti), Lazio (circa 6.900) e Piemonte (oltre 6.100), principalmente grazie alla forte presenza di grandi centri urbani e corridoi autostradali densamente frequentati.
Sfide principali per l’Italia
Nonostante i progressi, permangono delle criticità: la diffusione delle auto elettriche nel nostro Paese rimane ancora piuttosto contenuta rispetto alla media europea e mondiale, con una percentuale di penetrazione dell’EV tra le più basse in Europa.
Questa situazione è in parte dovuta a fattori come ritardi nei sistemi di incentivi, costi di acquisto più elevati e un mercato EV che fatica a decollare tanto quanto in Paesi come Norvegia o Paesi Bassi.
Mobilità elettrica: prospettive per il 2026 e oltre
Guardando al 2026, la prospettiva per la rete di ricarica italiana è di ulteriore espansione e maturazione. Con fondi pubblici e privati in arrivo, un continuo incremento di infrastrutture veloci e una maggiore integrazione tra rete urbana e corridoi autostradali, l’Italia può consolidare la sua posizione tra i paesi europei più attrezzati per la mobilità elettrica.
In particolare, migliorare la densità dei punti lungo le strade principali e potenziare l’offerta di colonnine ultraveloci renderà più agevole la ricarica anche per chi percorre lunghe distanze, incoraggiando un ulteriore aumento della diffusione di veicoli elettrici sul territorio nazionale.
Conclusione
La rete di ricarica italiana sta crescendo a ritmo sostenuto e, nonostante alcune sfide strutturali, si colloca tra le più avanzate in Europa in termini di distribuzione e qualità dell’infrastruttura. Con quasi 66.000 punti pubblici e una quota significativa di colonnine veloci ad alta potenza, l’Italia ha tutte le basi per accelerare la transizione verso una mobilità sempre più elettrica, confortevole e capillare. Con l’avanzare del 2026, migliorare la densità di rete e sostenere l’adozione di veicoli elettrici resteranno obiettivi chiave per rimanere competitivi a livello internazionale.









