Il decreto autovelox 2026 introduce nuove regole su omologazione, taratura e controlli dei dispositivi per il rilevamento della velocità. La riforma punta a rendere più trasparenti le multe e a definire criteri più chiari per la validità degli autovelox utilizzati sulle strade italiane.
La riforma punta a definire criteri tecnici più chiari e controlli più rigorosi, stabilendo quali autovelox potranno essere utilizzati e con quali verifiche periodiche.
Perché nasce il nuovo decreto sugli autovelox
Negli ultimi anni il tema degli autovelox è diventato centrale dopo diverse sentenze della Corte di Cassazione che hanno distinto chiaramente tra:
- approvazione
- omologazione
Secondo vari orientamenti giurisprudenziali, infatti, un dispositivo semplicemente approvato non sarebbe sufficiente per rendere pienamente valida la multa, se manca una vera omologazione ministeriale.
Questo ha provocato:
- aumento dei ricorsi
- incertezza normativa
- difficoltà operative per Comuni e forze dell’ordine
Il nuovo decreto nasce proprio per superare queste criticità.
Omologazione autovelox: cosa significa davvero
Il cuore della riforma riguarda il concetto di omologazione del prototipo.
Con il nuovo sistema:
- ogni modello di autovelox dovrà rispettare requisiti tecnici precisi
- saranno definite procedure standard di certificazione
- verranno controllate precisione e affidabilità degli strumenti
In pratica, il decreto crea un quadro più rigoroso e trasparente per garantire che i dispositivi siano realmente idonei a rilevare la velocità.
Taratura periodica: controlli obbligatori
Uno degli aspetti più importanti riguarda la taratura degli autovelox.
Il decreto prevede:
- verifiche iniziali sui singoli dispositivi
- controlli periodici obbligatori
- tracciabilità delle verifiche effettuate
La taratura serve a verificare che:
- l’autovelox continui a misurare correttamente
- le rilevazioni siano affidabili nel tempo
Secondo la normativa e gli orientamenti della Cassazione, la mancata taratura periodica può rendere contestabile la multa.
Cosa cambia per le multe nel 2026
Con il nuovo decreto:
- i dispositivi dovranno essere censiti e verificabili
- verranno definiti criteri più chiari per validità e utilizzo
- sarà più semplice verificare la conformità degli strumenti
L’obiettivo è ridurre:
- contenziosi
- dubbi sulle rilevazioni
- differenze interpretative tra tribunali
Ricorsi: sarà ancora possibile contestare le multe?
Sì. Un punto importante chiarito anche da diversi esperti è che il decreto non elimina il diritto di ricorso.
Cambia però il contesto:
- sarà più difficile contestare l’assenza di omologazione
- resteranno possibili ricorsi per:
- errori procedurali
- tarature mancanti
- verbali irregolari
- difetti di notifica
Quali autovelox saranno regolari
Secondo le prime informazioni:
- alcuni modelli già utilizzati saranno automaticamente riconosciuti come conformi
- altri dovranno affrontare nuove procedure di verifica
Il decreto introduce quindi una sorta di “selezione tecnica” degli strumenti effettivamente utilizzabili sulle strade italiane.
Quando entreranno in vigore le nuove regole
Il decreto è stato trasmesso a Bruxelles attraverso la procedura europea TRIS, necessaria per la verifica di compatibilità normativa.
Dopo questo passaggio:
- il testo definitivo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale
- entreranno in vigore le nuove procedure operative
Secondo le anticipazioni, il quadro definitivo dovrebbe diventare pienamente operativo nel corso del 2026.
Il decreto autovelox 2026 rappresenta uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni nel sistema dei controlli stradali italiani.
Omologazione, taratura e verifiche periodiche diventano elementi centrali per garantire maggiore trasparenza e affidabilità delle multe per eccesso di velocità.
Per gli automobilisti cambia soprattutto una cosa: il sistema sarà più regolamentato e tracciabile, ma resterà fondamentale verificare sempre la correttezza delle procedure e la conformità dei dispositivi utilizzati.