Trovare il parchimetro guasto e pensare di poter lasciare gratuitamente l’auto sulle strisce blu è un errore molto comune. In realtà, la normativa italiana e le più recenti pronunce della giurisprudenza chiariscono che il malfunzionamento del parcometro non dà automaticamente diritto alla sosta gratuita. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’automobilista è comunque tenuto a cercare un metodo alternativo per pagare il parcheggio, pena il rischio di una sanzione.
Il parchimetro rotto non significa parcheggio gratuito
Negli ultimi mesi il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo una nuova pronuncia della Corte di Cassazione, richiamata anche da numerosi esperti di diritto della circolazione.
Il principio è chiaro: se il parchimetro è guasto, l’automobilista deve verificare se esistono altre modalità di pagamento disponibili, come un altro parcometro nelle vicinanze, le app per la sosta, il pagamento tramite POS o altri sistemi elettronici messi a disposizione dal Comune. Solo se il pagamento risulta oggettivamente impossibile si può valutare un’eventuale contestazione della multa.
Quando si rischia la multa
Se il conducente decide semplicemente di lasciare l’auto senza pagare perché il parchimetro è fuori servizio, può comunque essere sanzionato.
Le violazioni relative alla sosta nelle aree a pagamento sono disciplinate dal Codice della Strada e prevedono, oltre alla sanzione amministrativa, anche il recupero della tariffa non corrisposta secondo le nuove disposizioni introdotte dal Codice.
Per questo motivo la semplice “buona fede” non è sufficiente per evitare il verbale.
I casi in cui è possibile contestare la sanzione
Esistono tuttavia alcune situazioni nelle quali il ricorso può avere maggiori possibilità di successo.
Ad esempio:
- tutti i parchimetri della zona risultano contemporaneamente fuori servizio;
- non sono disponibili sistemi di pagamento alternativi;
- il POS non funziona e non è possibile pagare né con carta né tramite app;
- il Comune non ha predisposto strumenti alternativi per consentire il pagamento.
In queste circostanze il conducente può sostenere di essere stato nell’assoluta impossibilità di adempiere all’obbligo di pagamento, elemento che la giurisprudenza considera rilevante ai fini della valutazione del caso concreto.
Oggi molti Comuni consentono il pagamento della sosta tramite applicazioni dedicate, eliminando il problema del parchimetro fuori uso.
Servizi come EasyPark, Telepass, MooneyGo e altri sistemi digitali permettono infatti di acquistare il ticket direttamente dallo smartphone, prorogare la sosta e pagare solo il tempo effettivamente utilizzato.
Proprio la diffusione di queste soluzioni rende sempre più difficile giustificare il mancato pagamento esclusivamente con il guasto del parcometro.
Cosa fare se il parchimetro è rotto
Per evitare contestazioni è consigliabile seguire alcune semplici regole:
- verificare la presenza di un altro parchimetro nelle vicinanze;
- utilizzare eventuali app di pagamento abilitate;
- pagare tramite carta o altri strumenti elettronici se disponibili;
- fotografare il display del parchimetro guasto;
- conservare eventuali prove del malfunzionamento.
Queste precauzioni possono risultare molto utili qualora fosse necessario dimostrare di aver tentato concretamente di effettuare il pagamento.
Meglio perdere qualche minuto che pagare una multa
Il malfunzionamento del parchimetro non rappresenta quindi un’autorizzazione implicita a parcheggiare gratuitamente. La normativa privilegia infatti il principio secondo cui l’automobilista deve fare tutto il possibile per adempiere all’obbligo di pagamento utilizzando gli strumenti alternativi disponibili.
Solo quando il pagamento risulta realmente impossibile la situazione può cambiare e diventare oggetto di valutazione in sede di ricorso. Per questo motivo, prima di lasciare l’auto sulle strisce blu senza ticket, conviene sempre verificare tutte le modalità di pagamento offerte dal Comune: bastano pochi minuti per evitare una sanzione che potrebbe costare molto più del parcheggio stesso.